Se realmente vogliamo perseguire quella che per ora

é soltanto una nostra pura ambizione,

riuscire un bel giorno a spostare un po’ più a Sud verso l’Alto Adriatico

il baricentro del Sistema Trasportistico Comunitario

 per poter beneficiare dei rilevanti e variegati ritorni economici generati dalla logistica di porto e retroporto,

penso che i nostri Politici ed Amministratori

debbano rendersi conto che nella Regione F. V .G. bisogna assolutamente potenziare,

"sia i collegamenti ferroviari che l'attuale assetto infrastrutturale dei nostri sbocchi al mare"

per metterli in grado di poter movimentare annualmente anche diversi milioni di teu..

 

Non possiamo illudere ed illuderci di poter avere un futuro

sulle  scene  dei  Traffici  Internazionali,

senza  pianificare  la  cantierizzazione di  un  corposo

potenziamento dei nostri sbocchi al mare,

per renderli finalmente competitivi e realmente interfacciabili

con quelle che sono le crescenti esigenze dei flussi merceologici,

poiché  l'Armamento sta già ordinando Motonavi sempre più capienti

>>> da 12.000 / 18.000 teu. <<< 

e sembra siano già in avanzata fase di studio quelle denominate "U. L. C. V."

>>> da 22.000 teu. <<< 

 per le quali bisogna chiaramente creare una nuova tipologia d'infrastrutture portuali.

 

 

L’ostacolo maggiore che si interpone alle nostre possibilità di sviluppo sono purtroppo alcune nostre farraginose e spesso anche irrazionali normative che impediscono o che di fatto rendono praticamente irrealizzabili le nuove infrastrutture Viarie e Portuali di cui abbiamo assoluto bisogno, normative che regolano e determinano:

 

  1. La possibilità di bonificare in tempi e costi ragionevoli i Siti inquinati.
  2. L’uso dei materiali inerti per poter recuperare ampi spazi al mare.
  3. La possibilità di eseguire i dragaggi e la relativa gestione dei fanghi.
  4. Le valutazioni sull’impatto ambientale che le grandi opere di valenza Nazionale/Internazionale inevitabilmente generano sul territorio.

Ma poiché nell’Area Comunitaria le Normative dovrebbero realmente valere per tutti ed in ugual misura, penso che forse sarebbe il caso che anche dalle nostre parti vengano recepite quelle norme che finalmente ci consentano di poter cantierizzare nuove infrastrutture in grado di assecondare le crescenti esigenze dei Vettori Marittimi e dei Mercati, sulla falsariga di quanto hanno fatto e stanno facendo attualmente Scali come – Rotterdam – Amburgo – Brema – Wilhelmshaven - Anversa – Portsmouth - Le Havre – Barcellona - Algeciras - ecc., Scali che hanno fondato le loro fortune appunto sulla capacità/possibilità di recuperare ampi spazi al mare e poter sia eseguire sistematiche e continue operazioni di dragaggio che gestire in modo razionale la sistemazione dei relativi fanghi.

 

 

Nb. In merito all’assoluta necessita di poter disporre di tracciati ferroviari adeguati per poter per supportare quelle che potrebbero essere le notevoli potenzialità degl'auspicabili nuovi sbocchi al mare realizzabili nella Regione F.V.G., penso che dobbiamo essere anche ben coscienti che il futuro dei due tracciati ferroviari che ci interessano più da vicino “il Corridoio N° 5 ed il Corridoio Baltico dipenderà molto da quanto saremo in grado di fare per attrarre e coinvolgere nell’operazione i capitali privati, capitali certamente indispensabili ma che però per partecipare all’impresa esigono essenzialmente   "certezze attuali e future su accordi e normative,    ed assoluta equità di trattamento tra la gomma e la rotaia in merito agl’aiuti di Stato    e molto più rigore e controlli sulla sicurezza del trasporto su gomma”.     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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- Infrastrutture Porti e Superporti - Collegamenti gomma/rotaia - Rigassificatori - Turismo e Crociere -

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Nb. Attenzione alcune delle immagini potrebbero essere soggette a copyright.

 

 

 

 

 

 

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